Tra le isole dell'arcipelago di La Maddalena ce n'è una che unisce il mare più limpido a una pagina fondamentale della storia d'Italia. È Caprera, l'isola che Giuseppe Garibaldi scelse come casa e dove trascorse gli ultimi anni della sua vita. Visitarla significa entrare nella quotidianità dell'"Eroe dei due mondi" e poi perdersi tra pinete, graniti e calette di un'area protetta. È una delle gite più belle che si possano fare partendo dalla Gallura.
Un'isola di granito e pini
Caprera è la seconda isola dell'arcipelago per estensione, dopo La Maddalena, con una superficie di circa sedici chilometri quadrati. Il punto più alto è il Monte Teialone, poco più di duecento metri sul livello del mare. Il versante orientale è aspro, fatto di scogliere di granito e macchia mediterranea; quello occidentale è più dolce, coperto da ampie pinete. L'isola è interamente compresa nel Parco nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena, istituito nel 1994, e conta pochissimi abitanti.
Non serve un'altra barca per arrivarci: Caprera è collegata a La Maddalena da una strada su diga e da un ponte, nel tratto di mare chiamato Passo della Moneta, lungo circa seicento metri. Si può attraversare in auto, in bicicletta o a piedi.
Garibaldi a Caprera
Garibaldi approdò per la prima volta sull'isola nel 1849. Qualche anno più tardi, nel 1855, ne acquistò una parte e dal 1856 vi si stabilì. Qui costruì la sua casa e trasformò la terra in una vera azienda agricola, fatta di campi, animali e fatica quotidiana, lontano dalla vita pubblica. A Caprera morì il 2 giugno 1882. Per lui l'isola fu rifugio e laboratorio: il luogo in cui tornare tra una campagna e l'altra, e dove scelse di restare.
Cosa vedere al Compendio Garibaldino
Il Compendio Garibaldino è oggi un museo statale, gestito dal Ministero della Cultura attraverso la Direzione regionale Musei della Sardegna. Il centro è la Casa Bianca, una semplice costruzione dove Garibaldi visse con la moglie Francesca Armosino e i figli. Nelle stanze sono conservati oggetti personali, cimeli delle sue imprese e arredi originali; commuove la camera con il letto rivolto verso la finestra sul mare, sistemato così negli ultimi giorni della sua vita.
Intorno alla casa si trovano gli edifici della fattoria, il mulino, il forno e la cosiddetta casa di ferro, una costruzione prefabbricata. Poco distante c'è il piccolo cimitero di famiglia, dove Garibaldi riposa sotto un grande blocco di granito, accanto alla moglie e ad alcuni dei figli. Il percorso di visita è accompagnato da pannelli e contenuti audio.
Natura, cale e sentieri
Dopo il museo, dedicate il resto della giornata alla natura. Caprera ha spiagge di sabbia chiara e fondali trasparenti, come la spiaggia del Relitto e Cala Portese, e una rete di sentieri tra pini, ginepri e rocce modellate dal vento. Le celebri Cala Coticcio e Cala Brigantina si trovano in zone di massima tutela del Parco: vi si accede a numero chiuso e solo accompagnati da guide autorizzate, secondo le regole stabilite dall'ente. L'isola ospita anche il Centro velico Caprera, storica scuola di vela.
- Come arrivare: da Palau partono i traghetti per La Maddalena; dal porto si prosegue in auto o con i mezzi fino a Caprera. Orari e frequenze vanno verificati presso le compagnie di navigazione.
- Cosa portare: acqua, scarpe comode per i sentieri, cappello e crema solare.
- Nel Parco: rispettate i divieti, non raccogliete piante o sassi e informatevi sulle regole di accesso presso l'Ente Parco.
Lo Stazzo Eleandro si trova a circa 20 km da Palau, da dove partono i traghetti per La Maddalena: partendo al mattino, Caprera è una gita di una giornata intera, con il rientro la sera nel giardino dello stazzo.
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